WhatsApp: canone anche su iPhone a partire dal secondo anno, ma non per vecchi utenti

Come già anticipato nei mesi scorsi dal Ceo Jan Koum, WhatsApp introduce il canone di utilizzo anche per gli utenti iPhone. Il pagamento annuale di 0,89€, triennale di 2,40€ o quinquennale di 3,34€ verrà richiesto a coloro che hanno effettuato il download dell’applicativo oltre il 16 Luglio 2013.

whatsapp pagamento iphone canone

Chiunque abbia scaricato l’applicativo (nei periodi free o a pagamento) prima di tale data non dovrà versare alcun canone e potrà continuare a utilizzare WhatsApp in maniera illimitata come già avvenuto fino ad oggi, tant’è che la stessa azienda assicura “free of charge for the rest of your life”.

La nuova politica riguardante WhatsApp, introdotta per la prima volta sui dispositivi Android, diventa quindi realtà anche per gli utenti iPhone che potranno pertanto scaricare e utilizzare gratuitamente l’applicativo per il primo anno per poi sottoscrivere un abbonamento tra quelli disponibili.

Oltre all’introduzione del canone annuale la nuova versione di WhatsApp porta con se anche altre novità tra cui la possibilità dell’invio multiplo di foto e del backup tramite iCloud.

Attenzione: Diverse segnalazioni ci informano che effetuando l’aggiornamento l’app non risulta più utilizzabile in quanto soggetta a continui blocchi e crash. Vi invitiamo pertanto ad attendere alcune ore prima di effettuare l’aggiornamento in maniera tale da avere ulteriori informazioni riguardo il problema.

Sicuramente non tutti saranno contenti di questa notizia, ma prima di “gridare allo scandalo” o cercare l’alternativa “totally free” vi invito a leggere questo post pubblicato sul sito ufficiale dai fontatori dell’azienda.

Io e Brian, insieme, abbiamo lavorato in tutto 20 anni presso Yahoo, facendo del nostro meglio per tenere in vita il sito. Ebbene sì, lavoravamo giorno e notte per vendere pubblicità, perché era quello che faceva Yahoo. Raccoglieva dati, serviva pagine e vendeva pubblicità.

Abbiamo visto Yahoo farsi eclissare in dimensioni e portata da Google… un venditore di pubblicità più efficiente e più redditizio. Sapevano cosa stavate cercando, e quindi riuscivano a raccogliere i vostri dati in modo più efficace al fine di vendere pubblicità migliori.

Oggigiorno le aziende sanno letteralmente tutto su di voi, sui vostri amici, sui vostri interessi, e si servono di queste informazioni per vendere pubblicità.

Quando tre anni fa ci siamo messi a tavolino per avviare la nostra azienda, volevamo fare qualcosa che non fosse semplicemente un altro punto di smistamento di pubblicità. Intendevamo investire il nostro tempo per creare un servizio che la gente volesse usare perché funziona, un servizio che consentisse di risparmiare soldi e che in qualche modo rendesse la vita della gente un po’ migliore. Se fossimo riusciti a fornire tutti quei servizi, sapevamo di poter far pagare le persone. Sapevamo che potevamo fare quello che la maggior parte delle persone cerca di fare ogni giorno: evitare la pubblicità.

Nessuno si sveglia col desiderio di vedere altra pubblicità, nessuno va a dormire pensando alle pubblicità che vedrà l’indomani. Sappiamo che le persone vanno a dormire felici per aver chattato con una determinata persona (e deluse per non aver chattato con un’altra). Vogliamo che WhatsApp sia il prodotto che vi tiene svegli di notte… e il prodotto che cercate alla mattina appena aprite gli occhi. Nessuno si alza da un riposino e corre a vedere una pubblicità.

La pubblicità non è solo un’interruzione dell’estetica, è un insulto alla vostra intelligenza e un’interruzione dei vostri pensieri. In ogni azienda che vende pubblicità, una porzione significativa del team ingegneristico trascorre la giornata perfezionando i sistemi di estrazione dati, scrivendo codici più accurati per raccogliere i vostri dati personali, aggiornando i server che contengono tutti i dati e verificando che tutto sia registrato, riunito, suddiviso, confezionato e spedito… Il risultato? Un banner pubblicitario leggermente diverso, più mirato, nei vostri browser o sugli schermi dei vostri cellulari.

Ricordate: quando si parla di pubblicità, il prodotto siete voi, gli utenti.

Nella sede di WhatsApp, i nostri ingegneri risolvono bug, aggiungono funzioni e smussano tutti i piccoli difetti per offrire un sistema di messaggistica ricco, accessibile, affidabile, per ogni telefono del mondo. Questo è il nostro prodotto, e questa è la nostra passione. I vostri dati, qui, non sono nemmeno menzionati. Non ci interessano.

Quando le persone ci chiedono perché facciamo pagare per WhatsApp, siamo soliti rispondere “Avete mai considerato l’alternativa?”

 

WhatsApp: canone anche su iPhone a partire dal secondo anno, ma non per vecchi utenti ultima modifica: 2013-07-17T17:50:53+00:00 da JB

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